Un gruppo di ricerca multidisciplinare che studia le conseguenze della violenza da partner intimo (IPV) sulla salute delle donne, indagando i meccanismi fisiologici e molecolari alla base del danno.
Le conseguenze della violenza maschile sulle donne hanno le fattezze di un iceberg: la punta visibile sono i femminicidi, ma sotto la superficie si estende una massa enorme e silenziosa fatta di milioni di corpi femminili che si ammalano. Cuori che cedono, cellule che si trasformano, cervelli che degenerano.
Malattie cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche, esiti lenti e letali di una violenza mai riconosciuta come causa. La violenza domestica è un fattore di rischio reale, misurabile, che lascia tracce nei tessuti, nei sistemi ormonali, nell’immunità.
Oggi abbiamo gli strumenti scientifici per dimostrarlo. E lo faremo.
L’Intimate Partner Violence (IPV) è una delle principali cause di morbilità e mortalità nelle donne a livello globale, con impatti documentati sulla salute fisica e mentale. Attualmente, le linee guida per la gestione sanitaria si limitano al primo soccorso, concentrandosi sulle lesioni traumatiche e sulla sicurezza immediata delle vittime.
Non esiste un programma strutturato di sorveglianza sanitaria a lungo termine, né interventi specifici che riconoscano l’IPV come un fattore di rischio per patologie croniche.
Oltre alle ferite visibili, la IPV può portare allo sviluppo di patologie come emicrania, disturbi d’ansia, depressione, insonnia, ulcera e malattie cardiovascolari.
Per le donne, la violenza letale è prevalentemente un fenomeno di coppia.
Nel 2023, 63 donne sono state uccise da un partner o ex partner su un totale di 117 femminicidi (53.8%).
Nello stesso anno, gli uomini uccisi nella coppia sono stati 6 su un totale di 217 omicidi (2.8%).
Nel 2023, il 54% dei femminicidi è stato commesso da un partner o ex partner.
Per le donne, la violenza letale è prevalentemente un fenomeno di coppia.
Nel 2023, 63 donne sono state uccise da un partner o ex partner su un totale di 117 femminicidi (53.8%).
Nello stesso anno, gli uomini uccisi nella coppia sono stati 6 su un totale di 217 omicidi (2.8%).